Le esultanze dopo un gol sono parte integrante del calcio moderno. Dai passi di danza di Roger Milla alla celebre esultanza “siuuu” di Cristiano Ronaldo, fino all’iconico robot di Peter Crouch, i festeggiamenti sono diventati simboli di personalità e identità. Oggi, il gesto di Jude Bellingham si è imposto come una delle espressioni più riconoscibili nel panorama calcistico.
Braccia spalancate, sguardo fisso verso il pubblico, un’espressione di sicurezza e connessione con i tifosi. La celebrazione di Bellingham è semplice, ma carica di significato. La sua origine risale ai tempi del Birmingham City, quando nel 2019, all’età di soli 16 anni, festeggiò così il suo primo gol da professionista contro il Charlton Athletic.
“Non so esattamente da dove venga, ho iniziato a farlo a Birmingham e poi ho continuato,” ha dichiarato il centrocampista inglese. Non c’è un significato nascosto, ma piuttosto un modo istintivo di manifestare orgoglio e soddisfazione. Eppure, quel gesto ha rapidamente superato i confini del singolo giocatore per trasformarsi in un’icona del calcio contemporaneo.
L’arrivo di Bellingham al Real Madrid ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per il club e per il giocatore stesso. I suoi gol, spesso decisivi, sono stati accompagnati puntualmente dalla celebrazione che ormai è diventata un marchio di fabbrica. Alcuni episodi recenti ne hanno amplificato la risonanza.
L’impatto di Bellingham si estende oltre il campo. Il suo modo di esultare ha influenzato diversi calciatori e persino atleti di altre discipline.
Oltre alle celebrazioni, Bellingham sta ridefinendo il ruolo del centrocampista offensivo. Arrivato da Borussia Dortmund, ha subito assunto una leadership naturale in una squadra ricca di stelle come Vinicius Jr., Rodrygo e Kylian Mbappé. La sua capacità di decidere le partite nei momenti chiave e la maturità in campo lo rendono una figura imprescindibile.
Nel 2024, si è guadagnato il terzo posto nella classifica del Pallone d’Oro, dietro solo a giganti del calcio mondiale. Ha contribuito in maniera decisiva alla conquista di Liga e Champions League, dimostrando di essere molto più di un semplice talento emergente.
Ma la domanda resta aperta: il suo gesto diventerà un’icona calcistica come il “siuuu” di Cristiano Ronaldo o il “cuore” di Di Maria? Oppure il tempo lo relegherà a una moda passeggera? Nel frattempo, ogni volta che Bellingham segna, lo stadio si ferma per un istante. Braccia aperte, sguardo fisso. E il calcio si arrende al suo nuovo re.
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