Vincenzo Grifo, l’italiano del Friburgo che vuole conquistare la nazionale

Vincenzo Grifo, l’italiano del Friburgo che vuole conquistare la nazionale

In principio furono Labbadia e Gaudino, nell’epoca recente abbiamo imparato invece a conoscere il figlio di Maurizio, Gianluca, e Contento. La storia degli italo-tedeschi in Bundesliga è pienissima di storie e di nomi più o meno conosciuti che testimoniano quanto siano stati difficili (e per certi versi ancora lo sono) certi anni per il nostro paese. Storie di famiglie emigrate, storie di bambini nati e cresciuti in Germania ma che mantengono fortissimo il legame con le proprie radici. Probabilmente, anzi certamente, anche della stragrande maggioranza dei residenti in Italia. Storie che hanno regalato anche perle diventate poi mitiche, come l’intervista proprio di Gaudino senior, dopo la finale d’andata di Coppa Uefa 88-89 a Napoli col suo Stoccarda, ai microfoni dell’indimenticato Italo Kuhne. Che, travolto dalla spontaneità del paisà, chiuse l’intervento citando alla lettere l’allora giovanissimo centrocampista: “Il 2-1 quindi vi ab..basta”.

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Stasera comincia il 12esimo turno di Bundesliga con l’anticipo tra Friburgo e RB Lipsia: in molti si siederanno davanti alla tv per curiosare e per saperne di più sulla sorprendente capolista (3 punti di margine sul Bayern Monaco) finiranno invece per scoprire tra i padroni di casa un’ala sinistra di buonissimo talento, ottima personalità e incredibili doti balistiche. E’ Vincenzo Grifo, nato a Pforzheim da famiglia siciliana (di Naro, in provincia di Agrigento), classe ’93 e non esattamente uno sconosciuto. Sì, perché il nostro connazionale è una delle sorprese di quest’inizio di Bundesliga: con la maglia del neopromosso Friburgo, Vincenzo ha giocato tutte le 11 partite da titolare, siglando tre gol, uno decisivo per i tre punti contro l’Eintracht Francoforte, e uno bellissimo – seppur inutile ai fini del punteggio – proprio sabato scorso, a Mainz: un pallonetto dolcissimo che testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, le qualità tecniche notevoli del ragazzo.

In effetti, chi segue da vicino il calcio tedesco, di Grifo ha sentito parlare almeno da un paio d’anni: dopo essere cresciuto nelle giovanili prima del Pforzheim e poi del Karlsruhe, è stato acquistato nel 2012 dall’Hoffenheim che, pur “dirottandolo” nella squadra satellite che militava in terza divisione, lo fece debuttare in Bundesliga nell’ottobre 2012 durante il match vinto col Greuther Feurth. Quell’anno raccolse 12 presenze nel campionato maggiore, ma l’Hoffenheim preferì poi cederlo per due anni di fila in prestito, in 2.Bundesliga: prima la Dinamo Dresda poi il FSV Francoforte col quale arriva a segnare anche sette gol in una stagione. Nell’estate del 2015, su di lui piomba il Friburgo, appena retrocesso: un milione di euro per il cartellino, investimento non da poco. Grifo ripagherà la fiducia con un’annata spettacolare contraddistinta da 14 gol, tanti assist e soprattutto molte punizioni vincenti. Una sorta di marchio di fabbrica, uno specialista che si è riscoperto cecchino in allenamento. Sette i calci piazzati a segno, più di tanti altri fuoriclasse di questa specialità in Europa, come Pjanic o Çalhanoğlu. E’ uno dei protagonisti della promozione, il Friburgo punta su di lui per la salvezza e fino ad ora la scommessa è riuscita: l’undici di Streich è attualmente decimo con 15 punti, frutto di 5 vittorie e 6 sconfitte. Non malaccio.

Grifo ha sempre dichiarato di voler vestire la maglia dell’Italia (e chissà, un giorno trasferirsi in Serie A considerato anche che è tifosissimo dell’Inter) chiudendo a qualsiasi possibilità di vederlo con la Germania. Nel settembre del 2013, Evani lo convoca nella nazionale Under 20, Vincenzo segna all’esordio con la Svizzera. E’ la prima di quattro presenze con la rappresentativa giovanile, un mese dopo arriva anche la prima convocazione nell’under 21 di Di Biagio, ma il ct non lo fa debuttare. Poco male, probabile che i tempi non erano maturi. Ora il ragazzo di origini siciliane si è definitivamente preso la scena, diventando uno dei punti di forza di una formazione di Bundesliga: valore di mercato almeno quadruplicato e le antenne di Ventura ben drizzate. Occhio a Vincenzo Grifo.

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