Iago Aspas, il Messia di Moaña che fa sognare Vigo

Il gol meraviglioso messo a segno ieri sera contro l’Inghilterra, è solo l’ultimo tassello di una storia bellissima, sia sul piano sportivo, sia sul piano umano. Quella di Iago Aspas è una storia che va raccontata dall’inizio e mostrata a tutti i ragazzi e a tutti i bambini che sognano di diventare calciatori professionisti.
L’INIZIO DELLA GRANDE AVVENTURA
Iago Aspas Juncal nasce a Moaña, piccolo comune della Galizia in provincia di Pontevedra, il 1° Agosto del 1987. Fin da piccolissimo il suo sogno è quello di diventare calciatore e nel 1995, alla tenera età di 8 anni, entra a far parte dei pulcini del Celta Vigo. Il piccolo Aspas viene quindi “cresciuto” dal Celta fino al 2004 quando, all’età di 17 anni, viene mandato in prestito ad una squadra locale, il Rapido de Bouzas, dove tuttavia non colleziona nessuna presenza ed un anno dopo ritorno al Celta Vigo. Il club galiziano, quindi, decide di tenere il ragazzo in rosa per farlo continuare a crescere. Il suo debutto con la maglia celeste arriva durante la stagione 2007-2008 in Liga Adelante (Serie B spagnola), senza lasciare il segno, tant’è vero che sarà la sua unica presenza. La storia d’amore tra Iago Aspas, il Celta ed i suoi tifosi, sboccia in un caldo 6 giugno del 2009 quando, entrato al minuto 59, riesce a mettere a segno una doppietta contro il Deportivo Alaves, ribaltando la gara e salvando il Celta dall’incubo di una retrocessione in Segunda Division B.
Da quel momento in poi, Iago Aspas diventa uomo-simbolo del club galiziano, entrando stabilmente in prima squadra, giocando molte partite da titolare. Nella stagione 2011-2012, grazie ai suoi 23 gol (secondo miglior marcatore dopo Ulloa), il Celta Vigo riesce ad ottenere la promozione in Liga dopo cinque anni, arrivando secondo in classifica alle spalle dei rivali del Deportivo La Coruna. Aspas, invece, viene votato come miglior attaccante della Liga Adelante e vince il Trofeo Zarra, che viene assegnato dal quotidiano spagnolo MARCA al giocatore spagnolo con più gol segnati.
Aspas debutta nella massima serie spagnola il 18 Agosto 2012, nella sconfitta interna contro il Malaga per 1-0, mentre il suo primo gol arriva il mese successivo, contro l’Osasuna. Oltre ad essere un giocatore di gran talento, Aspas ha anche un carattere abbastanza focoso, che gli costano tante ammonizioni, ma anche alcune espulsioni. Tra le tante, quella che più viene messa in risalto è quella ricevuta nel derby galiziano dell’11 marzo 2013, quando dà una testata a Carlos Marchena, con il match che terminerà 3-1 per il Depor. All’ultima giornata di campionato, come spesso gli accade, Aspas risulta essere ancora una volta decisivo: nella sfida contro l’Espanyol, galoppa sulla fascia dribblando i difensori come birilli, riuscendo a toccare in mezzo per Natxo Insa, lesto ad insaccare in rete. Con questa vittoria il Celta Vigo si salva al fotofinish, proprio a discapito dei rivali del Depor, che cadono in casa contro la Real Sociedad.
Al termine del’incontro, la gioia dei tifosi del Celta è incontenibile ed in massa invadono il campo per andare ad abbracciare i loro beniamini, soprattutto Iago Aspas che viene sepolto dalla gioia dei tifosi. Ad un certo punto, Aspas inizia a piangere, facendo capire a tutti che quella sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia del Celta. Infatti l’immagine che più resta di quella serata non sono le lacrime, ma la discesa negli spogliatoi di Aspas, scuro in volto e a testa bassa.
DALLE STELLE ALLE STALLE: IL PASSAGGIO AL LIVERPOOL
La stagione successiva, Aspas passa al Liverpool per 9 milioni di sterline, per provare finalmente a sfondare nel calcio che conta. Tuttavia, anziché migliorare, la sua carriera inizia a prendere una brutta piega, con Brendan Rodgers che non lo considera minimamente. Ad Anfield Road, Aspas riesce a segnare solo due volte: la prima rete contro il Preston North End in amichevole, la seconda contro l’Oldham Athletic in FA Cup. Il debutto in Premier League avviene contro lo Stoke City ed Aspas riesce solo a fornire un assist a Sturridge per il gol del definitivo 1-0. Ma la vita di Aspas nel Merseyside non è affatto piacevole e l’inglese proprio non riesce ad impararlo, tant’è che in futuro rivelerà che l’unica cosa che ha imparato è dire “yes”.
IL RITORNO IN SPAGNA
Visto il crescente malumore del giocatore, il Liverpool dichiara Aspas come cedibile in prestito con diritto di riscatto, opportunità colta al volo dal Siviglia, alla ricerca di una seconda punta. Aspas ha così l’occasione per lasciare la deprimente vita inglese e tornare nel paese dove si è consacrato. Ma Siviglia non è Vigo e nonostante il debutto nella UEFA Super cup, non riesce ad entrare nel cuore dei tifosi, segnando comunque una tripletta in Copa del Rey contro il Sabadell e andando in gol contro Getafe in Liga e Rijeka in Europa League. A fine stagione, seppur da spettatore non pagante, vince l’Europa League con il club andaluso, che batte in quel di Varsavia il Dnipro (3-2), dopodiché non verrà riscattato.
IL RITORNO A VIGO
Aspas è quindi costretto a far ritorno in Inghilterra, ma solo per poco tempo. Infatti a puntare su di lui ci pensa la squadra che lo ha lanciato, il Celta Vigo, che riesce a portarlo a casa spendendo pochissimo (circa 5 milioni di euro), facendogli firmare un contratto fino al 2020. Insomma, come dice il proverbio: “certi amori non finiscono mai, fanno dei giri immensi e poi ritornano” e quello di Iago Aspas è uno di questi. Tornato al Celta, torna anche il suo talento, tornando a segnare a raffica. Importantissima la sua doppietta al Barcellona, il 23 Settembre 2015, nella vittoria galiziana per 4-1: il primo è un gol meraviglioso, con ter Stegen superato con un pallonetto, il secondo invece vede Aspas partire dalla propria metà campo, superare Dani Alves con un sombrero e battere ter Stegen con un tiro potente all’angolino sinistro. In quella serata Aspas viene ribattezzato come Rey de Vigo, con il ragazzo di Moaña che ritrova finalmente l’affetto della gente.
Completamente rinato, Aspas metterà a segno ben 14 reti, tra cui molte segnate con degli splendidi pallonetti, che diventano la sua arma principale: bellissimo in particolare quello contro la Real Sociedad a Balaidos ed anche il 2-1 segnato contro il Granada, che avvicina il Celta all’Europa League. Europa League che il Celta riuscirà a conquistare pareggiando in casa con il Betis Siviglia per 1-1
Nella stagione corrente, Iago Aspas è tornato ancora più freddo di prima, mettendo a segno già sei gol. Anche quest’anno, due di questi sono stati segnati al Barcellona, nella sfida vinta per 4-3, con i blaugrana diventati la sua vittima preferita. L’altra doppietta l’ha messa a segno contro il Las Palmas, nell’incontro terminata poi 3-3. In Europa League, invece, è andato a segno contro l’Ajax, nella partita persa per 3-2 all’Amsterdam ArenA
IL CORONAMENTO DI UN SOGNO: LA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE
Dopo il grande inizio stagionale, durante la sosta per le nazionali di Novembre in molti si aspettano la chiamata in nazionale da parte del CT Lopetegui, che però gli preferisce ancora Paco Alcacer, riserva nel Barcellona. Nonostante ciò, Iago Aspas ottiene la sua prima convocazione a causa dell’infortunio di Diego Costa. Nella partita contro la Macedonia, valevole per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, Aspas segue tutto il match dalla panchina, mentre nel match amichevole contro l’Inghilterra entra ad inizio ripresa, segnando un grandissimo gol con il pallone che prima va a sbattere all’incrocio dei pali e poi entra in rete. Un gol storico per il suo debutto, che ha fatto felice lui e la madre, che ha affermato che avrebbe potuto vedere il gol del figlio fino alle quattro di mattina.
La storia di Iago Aspas è bellissima e porta un grande messaggio per i giovani calciatori: mai arrendersi per i propri sogni, bisogna sempre lottare. Iago Aspas, dopo la convocazione con la Roja ha affermato che spera proprio di essere un esempio per tutti i ragazzi che si allenano ogni giorno per diventare calciatori. Intanto, il Rey de Vigo è sicuramente l’idolo del Celta Vigo, il simbolo di tutto il celtismo, come lo ha definito il suo mister, Berizzo, e adesso, come rivelato ieri nel post-gara, non vuole fermarsi, ma vuole continuare a sognare.