Falcao: La leggenda mancata della Colombia

La Colombia ha già raggiunto i quarti di finale del Centenario della Copa America, dominando nel proprio girone contro USA e Paraguay, nell’ultima partita contro la nazionale sudamericana, i cafeteros si sono imposti per 2-1 grazie alle reti di James Rodríguez e Bacca. Gli uomini di Pekerman si pongono come gli unici veri rivali dell’Argentina, ma pesa ancora l’assenza dell’uomo che poteva essere la leggenda di questa nazionale: Radamel Falcao.
El Tigre negli ultimi mesi è stato accostato al campionato cinese, in particolar modo allo Jiangsu Suning. Nonostante l’aumento della competitività della Chinese Super League, possiamo proprio dirlo, che finaccia. Nell’ultima stagione con il Chelsea Falcao avrà sicuramente visto più volte il magazzino che il campo, con sole dieci presenze in Premier League condite da un misero gol. Il suo grande declino è iniziato dopo l’ultimo infortunio occorso alla prima stagione al Monaco e il passaggio in prestito al Manchester United, alla corte di Van Gaal. Le aspettative erano altissime, ma gli infortuni hanno gravemente condizionato il rendimento del colombiano che ha segnato solamente quattro gol nell’altalenante stagione dei Red Devils.
Cinque gol in due stagioni sicuramente non rendono merito alla carriera di Falcao, che fino al passaggio al Monaco era sul punto di sbocciare. Assoluto leader della propria nazionale, con la quale ha esordito nel 2007, esplode nel Porto di Villas Boas, formando un tridente esplosivo con Varela e Hulk. E’ una grande squadra che trionfa in Europa League, nella finale tutta portoghese svoltasi a Dublino contro il Braga, terminata 1-0 in favore del Porto, grazie all’incornata vincente di Falcao sul cross di Hulk.
Il colombiano è già sul taccuino di mezza Europa, ma infine passa all’Atletico Madrid per 40 milioni. Le responsabilità per Il Tigre sono tante, ovvero quelle di rimpiazzare due giocatori estremamente prolifici come Aguero e Forlan. Grazie alla guida tecnica del Cholo Simeone, Falcao cresce a dismisura e sono ben tre le finali decise dai suoi gol. La prima è un altro derby di Europa League contro i baschi dell’Athletic, terminato per 3-0, segna una doppietta in 34 minuti (record nelle finali di Coppa UEFA/Europa League) che consente ai madrileni di riportare il trofeo in bacheca dopo due anni. Falcao inoltre si porta a casa anche il titolo di capocannoniere della manifestazione con 12 reti.
Passano pochi mesi e questa volta la vittima è il Chelsea in finale di Supercoppa Europea. Di fronte a un incredulo Abramovich, Falcao segna ben tre reti nel 4-1 finale. L’uomo delle finali si conferma tale anche nell’atto definitivo di Copa del Rey, nel derby madrileno: 1-0 e ennesimo titolo in bacheca che decreta anche la fine dell’avventura al Real di Mourinho.
A 27 anni, il miglior attaccante d’Europa sembrava pronto a spiccare il volo verso un grande club per potersi imporre anche in Champions League, ma come ben sappiamo, non è l’animo a comandare nel calcio, bensì i soldi. I trasferimenti di Falcao dal River al Porto e successivamente all’Atletico sono sempre stati mediati dal fondo d’investimento Doyen Sports, che ha detenuto parte del cartellino del giocatore fino al 2013, anno in cui il suo agente, Jorge Mendes, lo ha condotto al Monaco, per la cifra da 60 milioni di euro. Quell’anno, il nuovo proprietario dei monegaschi, il russo Ryboblev, ingaggiò il super agente portoghese per allestire una grande squadra con la quale opporsi allo strapotere del PSG. Grazie agli approdi della scuderia Gestifute, quali James Rodríguez, Kondogbia, Moutinho, Carvalho e altri, Mendes di sole commissioni ha guadagnato la bellezza di 60 milioni di euro.
Il Monaco non era certamente una piazza adeguata alle grandi ambizioni di Falcao, e nonostante il grandissimo impegno profuso, il 22 gennaio 2014 El Tigre si rompe il legamento crociato nel match di coppa contro il Monts. Falcao è costretto a saltare il mondiale brasiliano, nel quale la sua Colombia spicca il volo grazie ai gol di James Rodríguez, venendo eliminata solo ai quarti di finale per mano del Brasile.
Cosa sarebbe stata la Colombia all’ultimo mondiale con Falcao? Ma soprattutto, cosa sarebbe stato Falcao senza quel gravissimo infortunio che ne ha condizionato inevitabilmente la carriera… il Manchester United ha puntato molto su di lui, ben 20 milioni i euro per un prestito, ma il grande attaccante aveva perso il proprio istinto del gol: lento, impacciato e insicuro. Van Gaal dopo un primo momento ha deciso di accantonarlo. Mendes ha tentato un nuovo grande colpo, il prestito al Chelsea di Mourinho (guarda a caso anche lui della Gestifute), ma anche qui, quel Falcao tanto bramato anni prima da Abramovich si è rivelato essere un’anima in pena.
Il mondo del calcio ha perso un grandissimo attaccante, e la Colombia il proprio leader, il più grande marcatore nella storia dei cafeteros con 25 reti assieme a Arnold Iguaran. Falcao aveva tutte le carte in regola per guidare la propria nazionale a una storica impresa e per essere ricordato come uno dei più grandi attaccanti della storia, impresa interrotta proprio sul nascere. Le conclusioni della sua carriere sono tristi e non potrà andare che peggio sui campi di gioco, ma non per quanto riguarda l’ingaggio annuale: Falcao continuerà a fare fortune perché alle spalle ha un ottimo agente, il quale, per certi versi ne ha condizionato la carriera.