Guida Euro 2016, Gruppo D: la Spagna

Guida Euro 2016, Gruppo D: la Spagna

Strane analogie con due anni fa, con il disastro a Brasile 2014, dove la Spagna uscì al primo turno, rimediando due sonore sconfitte contro Olanda (5-1) e Cile (2-0), per poi trionfare nell’ultima, inutile partita contro l’Australia. Anche in quell’occasione si era svolta poche settimane prima la finale di Champions League fra Real Madrid e Atletico Madrid, a Lisbona, con gli uomini di Ancelotti che si imposero ai tempi supplementari. I giocatori spagnoli delle due squadre arrivarono al mondiale da campioni in carica, ma terribilmente stanchi, sfiancati da una stagione lunga e travagliata e dall’afa carioca. Anche oggi ci ritroviamo nella stessa identica situazione, con la finale vinta nuovamente dal Real a San Siro ai calci di rigore.

Spagna-Australia, al Mondiale 2014. L’inizio della fine

Per certi versi la partita con l’Australia allo scorso mondiale ha decretato la fine di un ciclo, la nazionale di Del Bosque non riesce più ad esprimere quel gioco spumeggiante che gli ha permesso di raccogliere enormi successi. Il ciclo della Spagna del tiki-taka è stato uno dei più vincenti nella storia delle nazionali, iniziato nel 2008, con la vittoria all’Europeo di Austria e Svizzera, con le Furie Rosse che trionfarono in finale contro la Germania grazie al gol di Fernando Torres, giocatore oggi escluso dalla lista dei 23. Successivamente il cambio di allenatore, da Aragonès a Del Bosque la storia non cambia, la Spagna continua a collezionare successi e dopo l’eliminazione in semifinale di Confederation Cup per mano degli USA, arriva la prima vittoria a un mondiale, in Sudafrica, ai tempi supplementari contro la sempre seconda Olanda, con la rete dell’uomo con più classe, Andres Iniesta.
L’ultimo trionfo proprio contro di noi, nel 2012, agli europei di Ucraina e Polonia. La nazionale allenata da Prandelli fu travolta per 4-1 e la Spagna raggiunge proprio la Germania a tre titoli in bacheca, con il primo successo che giunse nel 1964.
E’ inevitabile pensare che la Spagna sia una delle favorite essendo campione in carica, e che è un avversario da temere, ma in realtà la fantasia e l’estro si sono trasformati in sterilità. Le Furie si sono rotte, faticano a produrre gioco, se non un possesso palla tremendamente noioso in orizzontale, e se aggredite vanno in estrema difficoltà.

ANALISI TECNICO TATTICA

Le scelte di Vicente Del Bosque hanno suscitato non poche discussioni, in quanto ha deciso di lasciar fuori sia grandi stelle come Torres e Diego Costa, che giovani promesse quali Isco e Saul Niguez, in particolar modo quest’ultimo è stato protagonista di un’ottima stagione e autore di gol importantissimi in Champions League contro Barcellona e Bayern Monaco. La difesa della porta sarà affidata con ogni probabilità a David De Gea, uno dei portieri migliori al mondo nonostante la giovane età, da almeno un paio di stagioni è senza ombra di dubbio il baluardo del Manchester United. Alle sue spalle Iker Casillas, giunto alla quinta convocazione in un europeo (mai nessuno come lui nella storia). Con l’infortunio di Carvajal il ruolo di terzino destro sarà affidato a Juanfran, l’uomo che ha sbagliato il rigore decisivo in finale di Champions. Il terzino dell’Atletico è in grado di ricoprire perfettamente entrambe le fasi e se in giornata, in fase di spinta sa rivelarsi letale. La coppia difensiva è fra le più assortite e temibili della competizioni, con Gerard Piqué al fianco di Sergio Ramos. A sinistra si giocheranno il posto uno fra Azpilicueta e Jordi Alba, a seconda delle intenzioni tattiche della Spagna, con il terzino del Chelsea più abile in fase difensiva, mentre Alba è ottimo in fase di spinta. Centrocampo a tre, con l’immancabile Busquets di fronte la difesa a recuperare palloni e a giocarli alle mezzali al suo fianco, quali Iniesta e Cesc Fabregas; lo stesso centrocampo del Barcellona di due anni fa, che dovrà essere in grado di dare velocità alla manovra per innescare al meglio gli attaccanti.

In mediana la Spagna ha delle ottime alternative, con Koke e Alcantara nel ruolo di esterni e Bruno Soriano del Villareal da posizionare di fronte la difesa. La Spagna pecca in attacco, per la mancanza di un vero funambolo che possa cambiare il ritmo della partita con le sue giocate. Il tridente sarà composto da David Silva e Pedro Rodríguez alle spalle dell’unica punta Morata. Il fantasista del City partirà dalla sinistra, con il suo estro è in grado di trovare l’imbucata decisiva, ottimo verticalizzatore, può accentrarsi eventualmente anche per ricoprire il ruolo di trequartista. Pedro avrà il compito di puntare l’uomo e cercare il fondo per i cross o rientrare sul piede preferito per andare al tiro. Morata è in grado di dare ulteriore dinamismo all’attacco, essendo in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. Se Del Bosque riuscirà a creare la giusta chimica fra i vari reparti, la Spagna può puntare in alto, altrimenti il rischio è quello di un’altra cocente delusione.

LA STELLA

Don Andres Iniesta rimane l’uomo di maggior spessore in questa nazionale, l’eroe del mondiale 2010, l’unico che può ribaltare da solo con le sue giocate l’andamento di una partita. Con 108 partite con la maglia delle Furie Rosse è il settimo nella classifica di presenze con la nazionale, a sole due lunghezze da Fernando Torres. La stagione appena trascorsa ha portato a Iniesta l’ennesimo titolo nazionale (l’ottavo), e la Copa del Rey. E’ stato un pilastro nella marcia blaugrana, con 44 partite disputate fra campionato e coppe, ma il suo rendimento sottoporta è calato drasticamente: un solo gol segnato, quello nel 4-0 inferto al Real Madrid al Bernabeu. Luis Enrique ha ritagliato un ruolo da rifinitore per Iniesta, che ha il compito di creare gli spazi per il trio delle meraviglie. La Spagna non dispone neanche lontanamente di un tridente così forte, per cui Don Andres dovrà farsi carico di maggiori responsabilità e giocare più vicino alla porta  con più inserimenti, rispolverando anche quel tiro dalla distanza con il quale in passato ha segnato gol pazzeschi. Se lo ricorderanno i tifosi del Chelsea nel 2009.

LA SORPRESA

Sono tanti i nuovi volti di questa nazionale, a partire da Alvaro Morata, alla sua prima partecipazione a una competizione ufficiale. L’attaccante della Juventus dovrà accollarsi sulle spalle il peso dell’attacco ed essere decisivo negli ultimi metri. Le aspettative sono tante, e alla pressione da esse esercitata si aggiunge anche l’incertezza del futuro, per la recompera del Real Madrid. Altri nuovi volti chiamati all’ultimo sono quelli di Hector Bellerin e Lucas Vazquez. Il terzino dell’Arsenal ha confermato di essere il migliore nel suo ruolo in Premier League, abilissimo in fase offensiva, con la sua corsa e capacità di inserimento rappresenta un pericolo costante e non appena Juanfran avrà bisogno di rifiatare, Hector si farà trovare certamente pronto. Vazquez del Real Madrid inizialmente partirà dalla panchina, come fa nel suo club, ma può essere l’elemento in grado di smuovere il ritmo dell’attacco. In quest’ultima stagione ha siglato quattro gol e servito otto assist per i compagni, numeri niente male per una riserva.

PROSPETTIVE

Inserita nel gruppo D con Croazia, Turchia e Repubblica Ceca, la Spagna ha ottime possibilità di passare il turno dato anche il ripescaggio delle terze. In questa prima fase gli uomini di Del Bosque non dovrebbero incontrare grossi ostacoli contro i turchi e i cechi, mentre la Croazia rappresenta una sfida molto ardua per quanto concerne la conquista del primo posto nel girone. Il vero esame per le Furie Rosse avverrà nella fase a eliminazione diretta, per la qualità dei propri interpreti la Spagna è in grado di poter rivaleggiare contro qualsiasi avversario, ma il suo modo di giocare non deve  più creare apprensioni, può essere attaccata e abbattuta con estrema facilità come ha dimostrato l’Italia di Conte in amichevole. Se gli avversari sapranno superare lo scoglio psicologico e impedire agli spagnoli di perseguire un facile possesso palla continuo, può mettersi veramente male. Sulla base di queste constatazioni, la Spagna detentrice del titolo non si presenta ai nastri di partenza come favorita, bensì come outsider. E’ evidente come la fine di un ciclo sia imminente, per quanto riguarda gli uomini in campo, che per il modo di giocare.

CONVOCATI

Pos.GiocatoreData nascitaSquadra
PIker Casillas20 maggio 1981Real Madrid
PDavid de Gea7 novembre 1990Manchester United (Ing)
PSergio Rico1 settembre 1993Siviglia
DMarc Bartra15 gennaio 1991Barcellona
DGerard Piqué2 febbraio 1987Barcelona
DJuanfran9 gennaio 1985Atlético Madrid
DSergio Ramos30 marzo 1986Real Madrid
DJordi Alba21 marzo 1989Barcelona
DCésar Azpilicueta28 agosto 1989Chelsea (Ing)
DHector Bellerin19 marzo 1995Arsenal (Ing)
CAndrés Iniesta11 maggio 1984Barcelona
CBruno Soriano12 giugno 1984Villareal
CCesc Fàbregas4 maggio 1987Barcelona
CThiago Alcantara11 aprile 1991Bayern Monaco (ger)
CMichel San Josè30 maggio 1989Athletic Bilbao
CSergio Busquets16 luglio 1988Barcelona
CKoke8 gennaio 1992Atlético Madrid
ALucas Vazquez1 luglio 1991Real Madrid
ADavid Silva8 gennaio 1986Manchester City (Ing)
ANolito15 ottobre 1986Celta Vigo
AAritz Aduriz11 febbraio 1981Athletic Bilbao
APedro Rodríguez28 luglio 1987Barcelona
AAlvaro Morata23 ottobre 1992Juventus