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TCE all’AtaHotel: vi raccontiamo la chiusura del calciomercato

Il calciomercato, quella linea sottile tra sogni e realtà. Il sogno di poter arrivare a quel giocatore tanto desiderato, con la speranza di ogni tifoso di vederlo con la maglia della propria squadra del cuore. La realtà, quella che purtroppo é sempre lì, dietro l’angolo, e che ogni tanto fa svanire il sogno.
Quello di gennaio é chiamato il mercato di “riparazione”, le squadre intervengono lì dove ci sono le carenze, lì dove si é sbagliato nel mercato estivo. Oppure per rinforzarsi, perché un avvio positivo oltre le aspettative fa si che gli obiettivi stagionali cambiano e allora si vuole provare a fare qualcosina in più.
Tanta Europa presente a Milano ieri per l’ultimo giorno di mercato invernale, per la precisione all’Ata Hotel Executive, sede ufficiale del calciomercato in Italia.

Presenti procuratori, dirigenti, calciatori, televisioni e chi più ne ha più ne metta. All’esterno dell’hotel tutto è in continuo fermento: procuratori che parlano al telefono, giornalisti che cercano di captare qualsiasi cosa possa assomigliare a una notizia, giocatori che arrivano, dirigenti che scappano via scuri in volto. Qualcuno sorride, magari ha appena chiuso il “colpo dell’anno”, ma a farla da padrona è sempre l’agitazione. Tanta, troppa.

Tanti movimenti, per lo più operazioni minori, i colpi grossi sono già stati fatti a inizio mese (vedi Cerci, Podolski, Shaqiri) e le risorse economiche latitano. Già dalle prime ore del mattino fa notizia la presenza dei dirigenti del Qpr, in Italia per tentare l’ultimo assalto ad Osvaldo, sedotto e abbandonato dal Milan prima e dalla Juventus poi. Tutto saltato, l’attaccante dell’Inter ha rifiutato gli inglesi, forse in attesa della mossa del Boca Juniors.

Sempre sul fronte Inter – sicuramente tra le società più attive di giornata – da registrare l’ennesima telenovela Rolando. La presenza dei dirigenti del Porto a Milano aveva fatto pensare in positivo ma con i portoghesi non é mai facile trattare e infatti, a 5 minuti dalla chiusura del mercato in Italia (23.00 ndr.), la trattativa é saltata definitivamente. Per la cronaca, Rolando alla fine si é accasato all’Anderlecht.
Sempre in mattinata, emissari russi del Rubin Kazan sono stati visti abbandonare l’hotel e tornare delusi in patria dopo il clamoroso stop dell’operazione Livaja-Parma.

Presente anche una delegazione olandese, scout dell’Hoffenheim sono arrivati per discutere del centrocampista Acquah, obiettivo dell’Udinese, che alla fine é finito alla Sampdoria. Non è mancata la Spagna; Barcellona e Fiorentina hanno parlato a lungo di Montoya e nemmeno l’arrivo in sede di Macìa ha sbloccato l’affare; i blaugrana alla fine hanno risposto picche e i Viola hanno ripiegato su Aleandro Rosi del Genoa. Fiorentina attiva anche sul fronte Salah, arrivato finalmente il sì dell’egiziano dopo i problemi riscontrati negli ultimi giorni.

Un’altra operazione di rilievo é stata quella tra Roma e Tottenham per il difensore Kaboul. I dirigenti Spurs, arrivati a Milano nelle prime ore del pomeriggio, avrebbero rispedito al mittente la proposta dei dirigenti giallorossi che prevedeva un prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro. In serata il Genoa ha definito con il Valladolid l’acquisto di Bergdich, l’esterno franco-marocchino sbarca in Italia in prestito. Alle 19.30 Mario Knez, agente di Lassana Diarra, ha tuonato: “L’Inter ci ha comunicato che l’affare non si farà”, chiudendo definitivamente le porte al trasferimento del suo assistito al club nerazzurro che intanto depositava il contratto di Josè Correia, meglio noto come ‘Zè turbo’, 17enne ex Sporting Lisbona di cui si parla un gran bene. Ultimo piccolo botto di una giornata intensa ma senza clamorosi colpi di scena.

Alla fine tante trattative interne al campionato italiano con le serie minori a farla da protagoniste. Pochi colpi dall’estero nonostante le numerose delegazioni arrivate nel capoluogo lombardo. L’adrenalina però é stata quella di sempre, non importa se cambia il modo di fare mercato, se mancano i soldi, se al posto di colpi da 50 milioni bisogna accontentarsi del famoso prestito con diritto di riscatto. Obbligo, per i più coraggiosi.

Ci si inventa sempre qualcosa, le comproprietà sono state sostituite dal “diritto di recompra”, formula copiata agli spagnoli che tanto piace al calcio italiano. Soldi o no, il momento del calciomercato e di quei contratti da depositare prima della chiusura della porta é qualcosa di sacro. Almeno questo, non toglietecelo.

Giuseppe Romano

Amante e vero appassionato di calcio, tifosissimo e "super esperto" dell'Inter, amo anche il calcio inglese dove ho un debole per il Liverpool e per lo Special One! You'll Never Walk Alone

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